L’attrice, in dolce attesa della seconda figlia, compare sulla copertina del settimanale.
(Adnkronos) – Monica Bellucci ha deciso di mostrare il pancione della sua seconda gravidanza: l’attrice si è fatta immortalare, coperta solo da un kimono, sapientemente lasciato aperto sulla pancia che svela la dolce attesa, e da un reggiseno, sulla copertina di ‘VanityFair’, che nel numero in edicola domani pubblica anche una lunga intervista all’attrice italiana trapiantata a Parigi.
“Mi avevano consigliato di fare subito il secondo figlio, ma non ero pronta. E quando mi sono sentita pronta speravo che arrivasse in fretta. Ma i bambini non sono film, non è che si organizzano mettendo intorno a un tavolo un regista o un produttore….“, dice Monica che si ritrova a partorire a 45 anni la sua seconda figlia senza la pretesa di essere un esempio da seguire. Prima gravidanza iniziata a 39 anni, seconda a 44. Un bel coraggio. “Già, si dice sempre così a quelle che fanno i figli tardi. Ed è vero che fare i figli tardi richiede coraggio perché si corrono rischi, per i bambini e per se stesse. Ma io non mi sento coraggiosa, solo molto fortunata. Ho avuto una bambina sana, un parto naturale come una contadina dell’Umbria, e finora anche questa seconda gravidanza è bella e semplice. Ma non sono assolutamente un esempio da seguire”.
Però si possono chiamare le cliniche della fertilità, le madri surrogate… “Io non ne ho avuto bisogno: chissà, forse c’entra il fatto che la mia nonna paterna ebbe un figlio a 47 anni. Ma, ripeto, è fortuna. Conosco donne disposte ad attraversare il deserto in ginocchio pur di avere un figlio. Fosse capitato a me di avere difficoltà a restare incinta questa seconda volta, sarei diventata una di loro”.
L’attrice italiana più internazionale spiega la tendenza ad avere figli tardi anche con l’allungamento della vita media: “Tutto è spostato in avanti. Le donne cercano la sicurezza economica, una casa, un compagno, e poi pensano ai figli. Ho letto che, solo nella regione Lazio, la maggioranza delle donne ne fa solo dopo i 35. Ma è anche vero che la nostra vita media ormai è di 85 anni! Ci pensi: se io e lei fossimo nate agli inizi del Novecento, a 40 saremmo già morte. Oppure vive, ma devastate e senza denti. Quindi, sì, certo, in linea di massima sarebbe meglio fare i figli presto e, certo, quando mia figlia avrà vent’anni, io ne avrò sessanta. E allora? Già oggi le sessantenni sono stupende! Il mondo è cambiato e, con tutte le cautele del caso, oggi è possibile avere un figlio a 40 e vederlo invecchiare”.
Dove partorirà? “Non posso dire nulla, se non che il medico che mi segue è italiano. E’ un ottimo ginecologo, uno che, se vado in tilt e voglio fare due ecografie in una settimana, sa come tranquillizzarmi. Dunque, partorirò in italiano, perché io, in quel momento, voglio parlare in italiano, urlare in italiano”.
Vincent (Cassell, l’attore che è suo marito e già padre della sua prima figlia, Deva, ndr) è un padre che aiuta? “Molto. Più il tempo passa, più mi piace l’uomo che è diventato. Quando l’ho conosciuto era un ragazzo di 28 anni, adesso è un uomo con un grande senso di responsabilità che mi fa sentire serena. Deva ha bisogno di lui quanto di me. Penso sempre che, se mi dovesse succedere qualcosa, Vincent sarà qui con le nostre figlie. Una donna può anche dire ”io i figli li faccio da sola”, e tante ci riescono pure, ma avere un compagno accanto arricchisce sia noi che i bambini”.


