
Giorgia si sta godendo un periodo di soddisfazioni professionali, il singolo Inevitabile in cui duetta con Eros Ramazzotti è un grande successo e la vita privata le ha regalato un anno fa un bambino, Samuel avuto da Emanuel Lo, cantante e ballerino più giovane di lei di otto anni.
Eppure, quando in un’intervista di Vanity Fair le viene chiesto se è una persona felice risponde: “E’ la prima domanda che mi ha fatto Emanuel, otto anni fa. Lavoravamo insieme per un tour, lui aveva cominciato a corteggiarmi e io ero tutta sulla difensiva. Pensavo: figurati se posso fidarmi di lui… Non capivo che cosa c’entravo io con un fico così… Chissà che mazzata poi m’aspetta, pensavo, se mi metto con uno come lui: giovane, vitale. Poi la vita per fortuna a un certo punto non mi ha più permesso di pensare. Abbiamo cominciato a baciarci una sera, in macchina e, appunto, Emanuel mi ha chiesto se ero felice“.
La cantante non sapeva cosa rispondere: “Ero sempre stata così ansiosa di farmi voler bene, e così convinta di non meritarmelo, che vivevo come nell’attesa costante che qualcosa di tremendo potesse succedermi… La morte di Alex, dentro di me, io ce l’avrò per sempre… Piangevo perché avrei voluto morire anch’io, con lui… Poi, qualcosa dentro di me ha deciso di resistere, sopravvivere”.
Davanti a quella domanda così diretta rispose: “Indignata. Felice? Certo che no. Come si fa a essere felici? L’ho detto con quel tono da donna navigata che si rivolge a un ragazzino ingenuo… E invece lui capiva tutto, molto meglio di me. È rimasto fermo, come una colonna, di fronte a tutti i miei tentativi di boicottare il nostro amore. Siamo arrivati anche a lasciarci per un anno. Ma lui era ancora lì. E ha persino ottenuto che un giorno, a quella domanda, gli rispondessi sì, sono felice”.
Arrendesi all’amore l’ha cambiata dal profondo, ma soprattutto la felicità è arrivata in un occasione importante: “La prima volta che ho tenuto nostro figlio in braccio… per anni diventare madre è stata una specie di ossessione: e lì è davvero l’uomo che fa la differenza. Ho avuto due aborti spontanei, rischiavo di ricadere dentro a un meccanismo malato di autocompiacimento della sofferenza. Ma Emanuel anche in quell’occasione non si è lasciato abbattere. E quando abbiamo smesso di pensarci sono rimasta incinta… Samuel mi ha costretta a venire a patti con la mia angoscia, con la paura delirante che tutto possa andare a rotoli da un istante all’altro. Non sono ancora riuscita a eliminarla: ma la tengo a bada”.
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